Ha lasciato strascichi inevitabilmente 'negativi' la presentazione della prima giunta Cannito. Liste e singolori consiglieri, eletti nell'ambito della maxi coalizione composta per evitare il ballottaggio, gli contestano l'assenza di un criterio nella composizione della giunta stessa. Alcune liste sono, addirittura, fuori dall'esecutivo, come la lista Cannito Sindaco che oggi conta 4 consiglieri comunali.
Cannito ha dichiarato che tale lista sarà rappresentata in giunta da se stesso ma in realtà l'indicazione dell'assessore per questa lista c'è stata con l'avv. Giuseppe Bufo presenta in conferenza stampa che ha indicato il dott. Reginaldo Seccia, già consigliere comunale.
Scelta Popolare che ha eletto 3 consiglieri conta solo il vice-sindaco, ovvero, Marcello Lanotte. Tale scelta non è piaciuta al più suffragato Massimo Spinazzola.
E' bagarre ne 'La Buona Politica' dove Rosa Tupputi, la più suffragata tra tutti i candidati, chiede buon senso. Per la presidenza del Consiglio Comunale, difatti, Cannito ha indicato Sabino Dicataldo che è risultato il secondo degli eletti.
Sempre sulla presidenza del Consiglio, va detto che la quadra tra tutti i consiglieri era stata trovata. Nella tarda serata di venerdì era stato scelto a maggioranza Antonello Damato di Iniziativa Democratica. Sabato mattina Cannito ha indicato Dicataldo. Nel primo Consiglio ne vedremo delle belle. Il presidente del Consiglio lo votano i consiglieri e non il Sindaco (che conta il suo voto e quello di chi è stato accontentato).
Insieme per Barletta non riconosce nell'avv. Lucia Ricatti il proprio nome. Quest'ultima è stata sempre vicina al PD (area Mennea).
In Forza Barletta pare che il dott. Beppe Losappio non abbia gradito il criterio di scelta di Giovanni Ceto, che invece va bene al sen. Damiani e alla consigliera Stella Mele.
Nessun rancore per le liste Noi con Barletta, Progetto Barletta, Lealtà e Progresso che, rispettivamente, con le nomine assessorili di Cefola, Calabrese e Lasala danno la possibilità di entrare in Consiglio a Gigi Antonucci, Giuseppe Dipaola e Salvatore Lionetti.
Nelle passare ore, al Sindaco, è arrivato il monito della Commissione Regionale Pari Opportunità: per il rispetto della legge sulla parità di genere, servono altre 2 donne in giunta.
La scelta è obbligata per Cannito. Le uniche due liste rimaste fuori sono Barletta Attiva ed Iniziativa Democratica. Scorrendo le preferenze, le candidate più suffragate, sono la giovane Maria Paola Cianci e l'ex assessore Patrizia Mele.
Insomma, la coalizione del Buon Governo non parte nel migliore dei modi. La voglia di vincere a tutti i costi (evitando il ballottaggio con i 5 Stelle) e i diversi accordi pre-elettorali hanno portato ai numerosi mal di pancia poc'anzi illustrati e che nelle prossime ore potrebbero portare al primo scontro ufficiale tra Cannito ed i grandi esclusi.